12 notes &
Liberal Animation
di Hanna Montale

“YOUR ARGUMENT IS INVALID!!11!!”
E’ divertente notare quanto il bisogno di sentirsi a posto con se stessi porti sempre più spesso a manifestazioni pubbliche di imbarazzante ipocrisia.
Centinaia di azioni compiute ogni giorno col solo scopo di dare e darci l’impressione che non siamo degli autentici pezzi di merda, stanno lentamente rendendo il posto in cui viviamo una sorta di Auschwitz in cui i nazisti passano le giornate a farsi le seghe a vicenda discutendo sul miglior modo di garantire ai prigionieri ebraici un buon soggiorno nel campo, battendosi per la loro incolumità e organizzando manifestazioni in loro favore col solo e unico scopo di darsi un tono. La mattina seguente, infatti, saranno proprio loro a consegnare ai malcapitati la saponetta (che probabilmente prima era zio Schlomo) e a dir loro “entra in doccia, io vado ad accenderti lo scaldabagno!”
Le numerose e interessantissimi applicazioni dell’Iphone (come I AM T PAIN e quella ancora più divertente e utile in cui si fa finta di scolarsi una birra) hanno probabilmente contribuito in maniera significativa a farci dimenticare che, a livello biologico, siamo tutti uguali.
E dico tutti.
Il bambino che ti cuce le scarpe dall’altra parte del mondo è proprio come te. Solo che lui si incazza perchè le vesciche sulle mani sono cosi’ dolorose da non lo farlo dormire la notte, mentre tu sei intrattabile se hai fatto più di 5 minuti di fila sul raccordo. La bistecca sanguinolenta nel tuo piatto una volta era attaccata a una mucca, con un cervello e un cuore; proprio come te (solo nel migliore dei casi). E sono sicuro che reputerebbe vergognosa la teoria secondo la quale “negli allevamenti biologici fanno stare le mucche bene: le tengono libere e le fanno divertire”.
Se vi pagassero un viaggio a Disneyland, vi fareste fare a pezzi volentieri?
Se foste una mucca che si occupa solo di mangiare e cagare, vi solleverebbe la possibilità di farvi una corsetta, incontrare i vostri simili o che ne so, farvi un paio di scivoli all’ Hydromania se a fine giornata vi aspettasse nient’altro che uno scintillante gancio di metallo ficcato in gola?
L’immensa fatica che si fa quando si mangia carne, si indossano vestiti di marca, si consumano prodotti Nestlè nel cercare di dimenticare che, volente o nolente, si sta remando contro il concetto di “amore universale verso gli esseri viventi”, trova il suo sfogo in ridicoli atti catartici paragonabili solo ad un volontariato di terz’ordine. Allora tutti pronti a difendere i poveri animaletti fatti a fette per creare nuovi modelli di smalti per le unghie dei piedi, anche se si è perfettamente d’accordo quando altri animaletti vengono fatti a fette per creare nuovi modelli di BigMac.
Che poi ogni volta che penso ai cuccioli usati per testare i cosmetici non posso fare a meno di immaginarmi dei coniglietti bianchi truccati come Moira Orfei.
Ma andiamo per ordine.
Dei cagnolini dolcissimi si fanno testimonial del violento braccio della ricerca medica non facendoci dormire la notte all’idea dei loro corpicini ridotti a brandelli per testare l’Aulin, quando noi stiamo ficcati in casa con i nostri condizionatori a cannone mentre a 20 metri da casa nostra un vecchio senzatetto gioca alla roulette russa tutti i giorni con infarti e ictus da insolazione.
Vorrei soffermarmi brevemente su questo paragone. Esaminiamo i dati i nostro possesso:
- I cagnolini sono belli: vorrei coccolarli se li vedo.
- I barboni sono brutti: essi puzzano.
Soluzione:i cagnolini sono belli se sono vivi, i barboni puzzano ancora di più se sono morti, ma almeno dopo un po’ vengono portati via dagli operatori sanitari locali o dall’alta marea; se si vive sulla costa, ovviamente.
Sono l’unico a pensare che questo ragionamento sia sincero come le espressioni di contrita sofferenza che Barbara D’Urso sfoggia difronte i casi umani che ospita a “Pomeriggio 5”?
O come la cultura musicale di Carlo Pastore, volendo.
Se dovete mangiare biologico, preoccupatevi piuttosto che quello che state per addentare non si sia nutrito delle feci dei suoi compari e delle loro ossa polverizzate. Sarebbe sensato come farsi alla brace uno di quei vegetariani obesi che non mangiano carne, ma contribuiscono comunque alla distruzione della catena alimentare dando soldi a multinazionali che sfruttano/ inquinano/ derubano/ frodano l’umanità.
MA SENZA uccidere maialini, perchè mi sembra chiaro che il concetto di rispetto della vita vada applicato solo a tutto ciò che è carino o simpatico. E’ terribile rendersi conto che l’agiatezza delle nostre vite ha spostato la lancetta che indicava cosa si può sacrificare da “ciò che è necessario per la sopravvivenza” a “ciò che brutto o poco divertente”: secondo questo criterio a quest’ora dovrei sentirmi perfettamente legittimato a trasformare molte persone di mia conoscenza in scatolette per il mio grasso gatto, visto che non possono essere catalogate nelle categorie “protette” dei belli/ simpatici/ cuccioli/ donne/ handicappati.
Non riuscite a capire come facciano i cinesi a mangiarseli i cani?
Smettetela di giocare al Dalai Lama, scendete in strada e ficcate una lancia nel cranio dell’odioso yorkshire dei vicini che vi impedisce di dormire a qualunque ora del giorno e della notte, grazie a dei guaiti che raggiungono gli ultrasuoni ad intervalli di massimo 0.79 secondi.
E fatelo al forno con le patate, quel figlio di puttana.
Sareste più coerenti con il vostro stile di vita e vi assicuro che comincerete a capire meglio i nostri amici gialli.
Ah, e per la cronaca: gli interventi a cuore aperto, le dialisi, i trapianti renali e tutti quegli interventi che hanno donato altri due anni di vita al vostro caro nonnino che si rovina di cialis e viagra per scoparsi la colf ecuadoregna, sono stati perfezionati su primati come scimmie.
Come del resto le cure contro l’HIV dagli anni ‘90 ad oggi.
E la peste del 1600.
Ah, no scusate, erano ratti di fogna quelli, mica teneri criceti.
Se non si chiama Hamtaro può pure morire.