Oceano Male

tra il dire e il fare c'è di mezzo il male

4 notes &

Semeiotica della Merenda

Di Brigitta Bulgakov

In tenera età, come tutti sappiamo, specie nel corso della formazione caratteriale e psicologica di un infante, i traumi infantili possono essere all’ordine del giorno. Provocati da un nonnulla.

Celati dietro un’apparente ed insignificante delusione.

Agli occhi dei genitori il trauma latente può sfuggire, poiché alcuni di questi piccoli traumi vengono in realtà ponderati e metabolizzati con difficoltà dal fanciullo che al contrario, dal canto suo, continua a maturarli inconsciamente, fino a trasformarli addirittura in “demoni personali”.

Alcuni di questi demoni possiamo ritrovarli nei film di arti marziali wuxia di Hong Kong degli anni ’70. Altri li identificano principalmente con le pellicole di Michelangelo Antonioni, o con i documentari di Wim Wenders e Fass Binder.

L’incubo al quale mi riferisco, nel corso del periodo che parte dalla prima elementare (in alcuni individui, difatti, può manifestarsi in età assai più precoce) per concludersi successivamente verso il quinto anno di frequentazione della stessa istituzione, sembra essere costituita dall’incognita denominata “merenda”: ovvero i venti minuti di intervallo scolastico che spezzano, nell’arco della giornata ‘lavorativa’ del bimbo, tempo dedicato in prevalenza all’apprendimento, nonché il lasso temporale dedicato alle prime responsabilità con le quali un infante é tenuto a confrontarsi dal momento che fa la sua comparsa in un organismo d’origine sociale.

Diamo al problema delle coordinate d’apparizione poiché, solitamente, sembra si manifesti in seguito un’altra problematica che ha gettato anche i più temerari elementi direttamente tra le più agghiaccianti perplessità; mi riferisco difatti alla variabile d’origine “sessuale”, che di lì a qualche anno dal termine del problema “merenda” sembra rimpiazzare alla perfezione la prima come farebbe una formina quadrata fatta passare a forza attraverso una cavità di diversa natura: quella sferica.

Quella che segue è una lista orientativa di tutti i nefasti snack che la tasca anteriore dello zaino poteva rivelare al momento del suono dell’intervallo.

Il Tegolino:

Novità dell’epoca, il Tegolino era e rimane a tutt’oggi una merenda spiacevole.

Dal sapore stucchevole e dannatamente spugnoso lasciava nella bocca del povero infante una coltura batterica dalla spaventosa mole, attentando direttamente al cuore di quell’igiene orale ancora giovane e in via d’assestamento.

La copertura di cioccolato, posta intelligentemente al di sotto del prodotto di pasticceria in questione, sembrava essere soltanto un’aggravante che rendeva quelle piccole manine più sporche e collanti del solito. Situazione che in un bambino è già al limite degli standard sanitari.

Sintomatologia:

Sete.

Fame, poiché la quantità del sopracitato snack era a dir poco irrisoria.

Rabbia. Le mani erano appiccicose e cosparse di cioccolato in crema.

Si era quasi istigati all’auto-cannibalismo.

Kinder Brioss:

Dall’incarto poco invitante. Unta e provvista di una crema al latte che pareva esser più una sottospecie di ricotta zuccherata costituiva, e costituisce ancora, la merenda basica nell’immaginario collettivo come archetipo vero e proprio; dal gusto sintetico e poco accattivante.

Dopo l’ingerimento di un primo esemplare si rifugge la fame come concetto nel senso più ampio del termine.

Il retrogusto a cui si è abbandonati dà l’impressione che altri esemplari di Kinder Brioss stiano ora prendendo vita nel palato e sulla lingua, replicandosi per meiosi.

Sintomatologia:

Sete.

Si dimentica la fame per un lasso di tempo considerevole.

Tendenza al suicidio. Di massa.

Kinder Colazione Più:

La confezione è quella trasparente dell’esemplare antecedente, e quindi anch’essa poco invitante.

Al suo interno, stavolta però, sembra celarsi il male vero e proprio.

Il sapore è quello di crusca. La sua integralità era fraintesa con un coinvolgimento, in qualche modo, del cioccolato; annoverato, a torto, tra gli ingredienti della sua manifattura.

Per un bambino, il suo gusto difatti poteva tranquillamente risultare equipollente al sapore delle feci di un cane; bastardino, neanche di razza.

Alcuni giovani individui preferiscono addirittura evitare di mangiare per un lungo periodo di tempo prima di decidere, finalmente, di assurgere tra le fauci un esemplare pasticcero di questo genere. E a ragione.

Alcuni, forse i più deboli degli individui, preferiscono addirittura lasciarsi morire per denutrizione.

Impossibile, difatti, concepire la seguente merendina senza la proverbiale tazza di latte ritratta sulla sua confezione. Non è marketing, è prassi.

Sintomatologia:

Rigetto.

Vomito.

Appetito che viene meno una volta aver immaginato, o anche solo avvistato, un esemplare appartenente a questa categoria.

Odio nei confronti del mondo e nei confronti della storia della civiltà umana che aveva portato inesorabilmente al concepimento del seguente elemento di sostentamento. In età adulta, il suddetto odio avrebbe potuto svilupparsi come una vera e propria sociopatia che avrebbe portato difficoltà nell’individuo in questione all’instaurare rapporti inter-personali.


Il Panino Grezzo con la Frittata:

Troppo giovani per comprendere appieno il valore del seguente esemplare nutritivo, specie se accompagnato da broccoli, da cicoria ripassata in padella, o da qualsiasi altro tipo di verdura; si tendeva perciò ad entrare in depressione e ad invidiare a morte i propri compagni in possesso, dal canto loro, di uno snack confezionato e più sofisticato che tendesse invece al dolce.

Sintomatologia:

Invidia.

Accidia.

Rabbia.

Guerra.

Fame.

Morte.

I sette vizi capitali ed i rimanenti cavalieri dell’apocalisse.

Odio nei confronti della famiglia per il tradimento messo in atto, prevalentemente, dal componente genitoriale materno.

Il Buondì:

Blando bombolone spugnoso e povero di contenuti all’altezza solo dei tronisti di Uomini&Donne.

Dall’incarto nefasto che vedeva l’elemento in questione distruggersi o implodere, nella stragrande maggioranza dei casi, durante il trasporto verso l’istituzione scolastica.

La granella posta sulla sua superficie era invitante ma deludente a cose fatte, come una prostituta sulla Palmiro Togliatti il sabato sera.

Sintomatologia:

Sete.

Fame.

Povertà d’animo.

Scarsa autostima.

Alzheimer.

In questa seconda parte subentrano invece: i prescelti. Gli eletti.

Individui in costante possesso di snack invidiabili che erano lungi dalla realtà di molti.

Individui che avevano la fortuna di possedere un costante dialogo con le figure familiari o che avevano, assai più semplicemente, una situazione familiare agiata e ben predisposta allo scambio di considerazioni riguardo l’argomento: la problematica denominata “merenda”.

Kinder Fiesta:

Chissà perché poi, la Kinder, fosse capace di far sognare e deludere in egual misura. Nessuno è mai riuscito a dar una definizione a questo enigma.

L’elemento Kinder Fiesta è semplicemente un traguardo rivoluzionario. Un vero e proprio spartiacque. Molto probabilmente l’alcolismo e la dipendenza da liquori, per molti individui, è senz’alto cominciata da lì.

Con il suo sapore pieno, la spugna morbida al rum [perché di rum si tratta, guardiamoci in faccia], e la copertura di cioccolata che consolidava e donava una forma a quel bon-bon dedicato agli alcolisti anonimi, il suddetto capolavoro d’ingegno regalava al bambino l’ebbrezza giusta per volare a fine giornata scolastica, per poi giungere a casa con i postumi dopo lo smaltimento nelle tre ore successive che lo separavano dal ritorno a casa in bus.

Pro:

Sensazione di ebbrezza e di libertà.

Leggerezza mentale dovuta al blando dosaggio di sedativo intrinseco nella natura dello snack.

Contro:

Di facile contraffazione.

Se nel trasporto si fosse danneggiata la confezione sarebbe stata la fine per i quaderni di scuola e per l’intero zaino in generale. Senza calcolare la fame nel corso dell’intervallo servita assieme alla beffa.

Al senso di ebbrezza di aggiunge il desiderio di assumere stupefacenti e fare sesso selvaggio. Elementi alieni nella vita del bambino, perciò tale desiderio rimane una necessità latente.

Kinder Delice:

Signore e signori, il capolavoro per antonomasia.

La merenda perfetta della quale non si poteva proprio fare a meno, se non di due o tre esemplari consecutivi a portata o nei paraggi. Poteva difatti dar vita a vere e proprie crisi che sarebbero potute sedarsi con l’assunzione inesorabile di altri esemplari.

Un vero e proprio tunnel nel quale poter cadere.

Molti obesi hanno iniziato la loro carriera così.

E se tornassero indietro, test di laboratorio dimostrano che, avrebbero fatto gli stessi passi verso il giusto dosaggio di colesterolo assunto in fase adolescenziale che li avrebbero portati a questo.

Pro:

Dalla veste accattivante. Cioccolato spugnoso bagnato di cioccolato ricoperto a sua volta di cioccolato con in mezzo vero latte. Ho dimenticato qualche passaggio di cioccolato?

Non avete mai desiderato qualcosa di meglio.

L’esemplare in questione sarebbe buono anche una volta incontrato lo sfascio, il macero, o la discarica, quindi il trasporto non spaventava poi così tanto.

Contro:

Dipendenza elevata.

Nuoce gravemente alla salute.

Non far respirare le tue Kinder Delice ai bambini o donne incinte.

Provoca infarti ed ictus.

Il suo cioccolato, liberato all’interno dello zaino, poteva procurare danni irreparabili e devastanti.

Sarebbe stato cioccolato.

Ovunque. E basta.

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