Oceano Male

tra il dire e il fare c'è di mezzo il male

3 notes &

Shrink.

Di Leslie Nietzsche


Ero in cerca dell’ispirazione per un raspone quando, tra l’ennesima immagine di Belen Rodriguez unta e impanata con dei chiari lividi di pisellate sul volto e un pornazzo in cui un uomo deflorava l’ano di un cavallo, mi sono imbattuto in una notizia agghiacciante.

Un recente studio dell’Università di Padova ha portato ad una rivelazione che ha dell’incredibile: a causa degli estrogeni diffusi nei materiali che utilizziamo ogni giorno, e di una politica ambientale che di “politico” e “ambientale” ha ben poco, le dimensioni medie del pene sono diminuite di più di un centimetro negli ultimi 60 anni.

L’argomento è imbarazzante, e il solo pensiero che un centinaio di anni fa avrei potuto sfondare nel porno mi fa raggrinzire i testicoli.

Come ho fatto a trovare questa notizia guardando tra i siti porno? Mioddio ma in che mondo vivete? Al giorno d’oggi chi è che non si strozza il pitone davanti a notizie di calamità naturali, preti colti in flagranza di pedopornonecrofilia e insulti vari?

Ma sto divagando, torniamo ai cazzi. Siamo passati da una media mondiale di più di 9 centimetri (ebbene sì, il fatto che i cinesi costituiscano 1/3 della popolazione mondiale ha il suo peso) a poco meno di 8 in sessant’anni.

Il problema è serio, e gli estrogeni ammazza-mazze iniziano a creare danni all’apparato riproduttivo maschile già nell’utero materno. L’ho sempre detto che mia madre è una stronza.

Diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi, materiali plastici, vernici, detergenti. Se nella vostra vita siete stati a contatto o avete usato giornalmente qualcuno dei suddetti materiali, allora il vostro pendolo ne ha certamente subito le conseguenze. Tutti quei materiali presentano una componente di estrogeni, il nostro male quotidiano.

Cosa sono gli estrogeni? Sono i principali ormoni femminili.

Molti di voi si chiederanno “ma allora se lo infilo in una bottiglia è come se mi facessi una donna?” beh, la risposta è ovviamente no, ma a quanto pare c’è un sinistro collegamento tra una donna e una penna, tra una donna e un detersivo per i piatti, tra una donna e un martello da carpentiere.

Tutti questi oggetti riducono gradualmente ma inesorabilmente l’attività degli ormoni maschili (gli androgeni) e mimano l’attività degli ormoni femminili (gli estrogeni).

In altre parole se un pesticida avesse una vagina e una vita sessuale impazzirebbe per Brad Pitt, fingerebbe l’orgasmo e maturerebbe un desiderio di maternità.

Come abbiamo fatto a non accorgercene? Eppure i segnali c’erano. Non è una notizia di ieri che l’atrazina, uno dei pesticidi più usati al mondo, alteri il 75% dei maschi adulti di rana e li trasformi in femmine.

Un bel giorno il rospo più fico dello stagno si sveglierà privato della sua virilità. E senza sapere perché.

Ma la domanda che più mi preme fare è: cosa ha di eccitante un uomo che si incula un cavallo? Non dovrebbe essere il contrario? Non dovrebbe esserci una donna a essere divaricata da una maestosa nerchia equina? Inizio a pensare che si tratti di un porno per cavalli.

Scusate, ma proprio non riesco a distogliere lo sguardo da questo spettacolo.

L’atrazina non è la sola sostanza nociva: quante volte siete passati vicino a una pila di bottiglie e contenitori di plastica ammucchiati vicino a un cassonetto stracolmo e puzzolente? Quante volte vi siete attaccati alla confezione in Tetra-Pak del succo di frutta? Quante volte vi siete succhiati il cappuccio della penna mentre studiavate?

Senza saperlo vi stavate facendo del male: iniettavate nel vostro corpo sostanze riconducibili agli estrogeni.

Questo problema ovviamente pone un’altra questione: se la lunghezza media di un pene è di circa 9 centimetri, come riporta lo studio, e in media una vagina potrebbe accogliere comodamente un pene di 18 centimetri, allora al giorno d’oggi ci sono circa 23.099.094 kilometri di figa non usata nel mondo. 23.099.094 kilometri di strada non asfaltata. Un settimo della distanza tra la Terra e il Sole.

Esistono luoghi in cui nessun uomo ha mai messo pene.

E ci preoccupiamo di esplorare Marte.

Il bello (si fa per dire) è che questo dato è destinato ad aumentare in futuro, rendendo l’uomo inutile.

Tra 60 anni supereremo i 40 milioni di kilometri di figa illibata.

Qual è il problema, dite? Beh, io spezzerei una lancia per le donne del mondo.

E’ a loro che penso quando vedo questi dati.

A dire la verità recentemente penso spesso a loro. Altrimenti non sarei qui a guardare un cavallo nitrire di piacere. Come si dice: è la primavera.

La mia preoccupazione nasce dal fatto che oggigiorno il 30% delle donne del mondo finge l’orgasmo.

3,3 donne su dieci.

Una donna su tre.

E a quanto vedo, la media è superiore a quella dei cavalli sodomiti.

Il numero delle donne che fingono l’orgasmo aumenterà in maniera inversamente proporzionale alle dimensioni dei peni.

Arriverà il giorno in cui durante il sesso la vostra compagna vi chiederà “ma quando cominci?” anche tu ci stai dando dentro di brutto da un pezzo e sei visibilmente sudato marcio.

Presto l’evoluzione doterà gli spermatozoi di rampini per poter raggiungere l’utero.

Presto ci masturberemo con una smerigliatrice.

Presto il sesso sarà come andare dal dentista: lo si fa perché si deve o non lo si fa.

La tecnologia lo aveva previsto. Presto il maschio si estinguerà, e la Sybian prenderà il suo posto.

Tutto questo mi riporta alla mente la vittoria delle VHS sul BETACAM. Le VHS si allearono con l’industria pornografica e il BETACAM fu relegato a un’utenza professionale e industriale. Non c’era alcun dubbio che il BETACAM fosse migliore delle VHS di merda, così come non c’è dubbio che un bel siluro di carne che pompa sangue sia definitivamente più umano e soddisfacente di una cavallina elettrica che fa le fusa.

Ma, siamo sinceri, da quando in qua il mondo fa scelte sensate?

Oramai si punta sulla quantità piuttosto che sulla qualità: la sybian garantisce l’orgasmo sempre e comunque, a meno che viviate in Corea del Nord o siate negra e infibulata, ovviamente.

Per il maschio il discorso è diverso: entra in gioco la variabile “culo”, ovvero si fa il cosiddetto “mazzo” o ci riesce per puro caso (o magari aiutato come Tamburino aiuta Bambi ad alzarsi in piedi). In più la Sybian non rutta, non scoreggia, non deve essere nutrita e non se ne andrà mai in cerca di altre donne.

Se credo che la Sybian si sia alleata con tutti quei prodotti nocivi alla nostra virilità?

Un uomo si è mangiato un piede per non morire di fame. Una pornostar è entrata in coma dopo 45 fellatio.

Una banca ha chiesto le impronte digitali a un uomo senza braccia. Un gatto è morto di cirrosi epatica perché beveva rum tutti i giorni dal pavimento di un pub. Un uomo si sta inculando un cavallo davanti ai miei occhi.

Tutto è possibile.

Un centimetro e rotti in meno. Ogni 60 anni.

Tra 120 anni avranno tutti il cazzetto.

Tra 240 anni ci saranno solo donne sulla Terra. Tutte lesbiche. Tutte in doppia fila.

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