Oceano Male

tra il dire e il fare c'è di mezzo il male

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Amor Vincit Omnia

Di Hannah Montale

Desidero fare una premessa: io credo nell’amore, e questo è un pezzo sull’amore. Credo nell’amore, quello vero, quello che ti fa disprezzare i tuoi amici e familiari, che ti fa passare sopra il comune concetto di morale e che ti fa fare cose stupide e cose intelligenti con un rapporto medio di 1877582735 a 1.

Credo anche nell’amore comprato, quello che si consuma in alberghetti di periferia con individui di dubbia sessualità. Si, anche quello è amore, e ve lo può tranquillamente confermare qualunque politico abbiate votato alle ultime elezioni. 

Si, qualunque.

Come è noto, l’amore ha bisogno di disponibilità e fiducia nei confronti del partner, specialmente a letto: questa regola è fondamentale, poiché anche quando si ama sè stessi bisogna essere pronti a fare dei sacrifici. 

Chiedete a Marilyn Manson.

O a D’Annunzio.

O a David Carradine, probabilmente.

L’errore più comune che si fa in questi casi è non dimostrare disponibilità nella cura del proprio corpo al fine di rendere l’incontro col partner più proficuo e divertente. Lasciatevelo dire, care amiche dalle ballerine dalla suola troppo piatta e dai gusti musicali dubbi: non c’è nulla di più fastidioso che notare quel piccolo rigonfiamento dato dalla massa di peli pubici che le vostre mutandine presentano quando, prima dell’atto sessuale, l’eccitazione dovrebbe essere al massimo.

Ogni volta che mi capita mi viene in mente Ezio Greggio. Non so perchè.

Forse perché il “cespuglio” è un rimando così fortemente chiaro agli anni 80 che l’ultima volta che ne ho visto uno ho canticchiato per tutto il giorno la sigla di “Drive In”.

Non capisco come è possibile che più del 50% delle ragazze italiane preferiscano essere viste come Pamela Prati piuttosto che fare pulizia di peli nelle loro mutande.

“Sei un pedofilo, ti piace rasata perche’ ti ricorda quella delle bambine, io non sono una ragazzina!” Mi è stato detto più volte.

Se non sei una ragazzina come giustifichi il fatto che piangi guardando Skins, che hai una cartella piena zeppa di foto di Josh Beeche e che il venerdì sera non riesci a mandar giù più di 3 cocktail senza dover necessariamente smorzare con il cazzo di uno sconosciuto?

Se ti vedessi come una ragazzina mi limiterei a comprarti una bicicletta rosa con le frange colorate che spuntano dal manubrio e un cestino sul retro pieno di gattini. Non mi metterei a darti delle opinioni su come dovresti agire sul tuo corpo per rendere i nostri rapporti sessuali ancora più piacevoli.

Non sono mica un prete.

Sono questi gli atteggiamenti che ostacolano l’amore.

Il pelo pubico femminile oltre che antiestetico è anche scomodo, spiacevole al tatto e al gusto. Non si possono ignorare la splendida aerodinamicità, il marmoreo fascino e l’istantaneo aumento della sensibilità suscitati da una vagina depilata.

Pensateci, in un rapporto sessuale, più si è preparati, più si è competenti e correttamente attrezzati a livello fisico, più ci si diverte.

Come in un match di tennis.

O una partita a scacchi.

O a Street Fighter.

Non esiste assolutamente nessun motivo logico secondo il quale un qualunque strumento (di piacere e non) possa essere reso più funzionale, o anche solo più interessante, tramite l’applicazione di una coltre di peli.

Ecco, fare sesso con una ragazza con la vagina pelosa è come giocare a tennis contro un avversario con una racchetta pelosa:

“Non credo che tu riesca a giocare bene con quella racchetta pelosa”

“Fatti gli affari tuoi, se li taglio faranno male quando ricrescono”

“E tu tagliali di nuovo, no?”

Demoralizzante.

Non credo ci sia bisogno di rendere esplicito come mi comporterei nei confronti della persona che amo nel caso mi dicesse che si sente attratta, che ne so, da Batman. Innanzitutto mi farei impiantare due enormi ali nere da pipistrello, e solo dopo aver ricevuto la conferma che “Batman non ha ali, è un miliardario orfano che difende Gotham City”, farei uccidere brutalmente i miei genitori di fronte ai miei occhi, solo per immedesimarmi meglio.

Le ali nere le terrei comunque.

Cazzo, ne ho sempre desiderate un paio.

Nel 2010 nessuna ragazza con una vita sessuale soddisfacente dovrebbe preoccuparsi del fatto che, depilandosi la vagina, andrebbe contro i principi base del proprio orgoglio femminile; fondamentalmente per due motivi:

  1. Il femminismo non esiste, è solo la manifestazione sociale dell’assenza di una adeguata attività sessuale. Per fare fronte a questa assenza, gli uomini hanno inventato il porno. Le donne il femminismo.
  2. Dimostrare di saper gestire il proprio corpo modificando quei particolari che rendono più concretamente ludico l’atto sessuale, non è altro che segno di coerenza e di disponibilità nei confronti del vostro (o della vostra, che non mi si accusi di maschilismo!) partner.

Questo è l’amore secondo me.

Fare cose che non si farebbero per nessuna ragione logica al mondo, con il solo scopo di divertirsi con qualcuno di cui ci si fida.

Come ad esempio farsi stimolare con dei magneti le zone erogene attraversate da piercing.

O prendersi a schiaffi in faccia e sputarsi addosso reciprocamente.

O prendere le stesse droghe prima di un rapporto per condividerne gli effetti.

Potrei andare avanti per ore, e alla maggioranza di voi sembrerà solo che stia tentando di ammucchiare descrizioni di parti del corpo, di umori fisici, di ortaggi e di utensili da campeggio che si sfregano.

Solo pochi di voi capirebbero la genuina concezione di libertà nascosta dietro questo nefasto cumulo di azioni estreme.

Se non arrivassimo a concepire l’amore come elemento che nobilita il rapporto sessuale, nella più torbida delle sue accezioni, saremmo solo degli animali.

Saremmo dei cani.

E non mi sembra di aver mai sentito di una cagna con la fica depilata.

O forse sì.


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