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TITS or GTFO
Di Hannah Montale

Al giorno d’oggi la rete e i social network sono invasi da ignoranti patentati il cui unico merito era stato fino a questo momento quello di aver condotto una vita lontana dalla mia.Gente interessante come una palla da tennis era sempre stata tenuta lontana dai miei occhi per ragioni spaziali e tramite l’impiego di tanta, tanta pazienza da parte mia.Schiere di babbioni adesso hanno la possibilità di sbattere i pugni come delle scimmie idrofobe su quella sottile parete di vetro che la nostra ragione ha messo in piedi per difenderci dal regno del caos, cercando di rivendicare il principio su cui si basano tutte le democrazie moderne, “gli uomini sono tutti uguali” e rendendo palese allo stesso tempo la falsità di questa affermazione.
Da quando sono nato ho sempre avuto paura di sentirmi “diverso”, perchè non volevo risultare “peggiore”, ma adesso che ho raccolto un campione, ci tengo a fare il possibile per lasciare le cose come stanno.
In quale modo la mia vita dovrebbe essere migliore se avessi avuto modo di sapere che una mia compagna delle elementari adora Vasco ed ha una bambina di 3 anni?Perchè dovrei volere uscire a prendere una birra con te, che mi stavi sul cazzo 20 anni fa, pensa adesso che stai studiando Scienze delle Comunicazioni e leggi Fabio Volo perchè parla di canne!
No, non le voglio vedere le tue foto a Terracina col tuo ragazzo dagli occhi piccoli e inespressivi, la fronte alta e con la faccia innamorata propria di chi ha avuto solo altri due amori nella vita: la mamma e la Roma.
Non mi interessano neanche le altre foto, quelle in lingerie che ti sei fatta SICURAMENTE per far sentire orgoglioso di te il tuo sagace boyfriend, e non per fare quello che finora ti è sembrato il miglior comportamento per ottenere il massimo dalla tua vita, e cioè la cagna.
Forse è l’idea alla base che è sbagliata, ma adesso è troppo tardi, e questo mostro ci si sta ritorcendo contro.Chissà cosa cazzo avranno pensato i creatori di una rete di comunicazione divenuta cosi’ potente da influenzare le nostre vite in maniera cosi’ radicale.
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“Sai cosa sarebbe figo? Se dessimo la possibilità a tutti, ma proprio tutti di mettersi in contatto con chiunque volessero!Si, anche razzisti, pedofili e cristiani!”
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“Uhm…non so se è una buona idea, magari dovremmo mettere una sorta di filtro…”
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“Ti rendi conto? In questo modo chiunque potrà dare il suo parere su un argomento che non lo riguarda ad una persona che non conosce e a cui non frega un cazzo! Faremo parlare un pregiudicato di 48 anni con una bambina di 12! Gli handicappati potranno riprendersi mentre dicono cose buffe e ballano canzoni di lady gaga per poi mostrare il video al mondo intero; questo li aiuterà sicuramente ad abbattere i tristi pregiudizi che l’umanità ha nei loro confronti!”
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“Magari ne parliamo meglio…”
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“Non vedo l’ora di mostrare a tutti le mie foto di Terracina!”
Mi sembra inutile parlare delle catastrofiche conseguenze che quest’innovazione nella tecnologia delle comunicazioni ha portato su di noi.
Quelli che non erano soddisfatti di mostrare al mondo quelle poche inutili cose di cui la loro vita è composta, come l’amore per il proprio partner e una forte incompetenza in campo grammaticale, hanno deciso che, già che c’erano, potevano diventare qualcosa che non erano.
A quanto pare per compensare il sempre crescente numero di teste di cazzo, a qualcuno è sembrato logico cominciare ad atteggiarsi ad intellettuale, tralasciando il fatto che agli occhi di un osservatore con un minimo di buon senso sarebbero apparsi inevitabilmente, ulteriori teste di cazzo.
Nietzsche, Baudelaire, Shakespeare, il tipo che ha scritto “Il ritratto di Dorian Gray”, si sono rivelati delle vittime perfette per le persone che hanno creduto opportuno descrivere sensazioni inerenti alla propria futile esistenza tramite dei loro estratti.Non mi viene proprio in mente il malsano collegamento che accomuna le esperienze di una ragazzina di 20 anni ad “Umano, troppo umano” di Frederich Nietzsche.
Se Shakespeare avesse saputo che le sue ormai immortali opere sarebbero state citate da una generazione che tutto quello che conosce sul suo conto viene direttamente dagli affidabilissimi server di Wikipedia, sicuramente avrebbe rinunciato a scriverle.
Giulietta e Romeo? No, grazie, se questo avrebbe significato “Shakespeare in Love” 400 anni dopo.Se ti piace fare shopping non significa che sei particolarmente sensibile all’estetismo. E no, non c’è nessuna linea di pensiero che arriva ad Oscar Wilde passando per Gossip Girls.
Se sei depresso, non significa che sei in grado di meglio comprendere le tematiche de “I Fiori del Male”.Personalmente credo che considerare l’intelligenza come un effetto collaterale della depressione, come troppo spesso avviene, sia coerente come pensare che avere la varicella ti renda più resistente e che la diarrea ti renda più simpatico.
Se ti piace bere e scopare non devi per forza amare Bukowski.Sono secoli che alla gente piace bere e scopare, e nessuno si è mai sentito in dovere di darsi un tono letterario per giustificare una condotta che sarebbe potuta sembrare immorale.
Il fatto è che il confronto con l’altro non avviene più secondo le modalità “se me fai rode er culo te sfonno” proprio della cara vecchia età della pietra, ma tutto si è spostato su un piano più ideale e intellettuale.
E quindi ci siamo riscoperti fotografi, letterati e critici musicali nell’ansiosa speranza di apparire più bravi, più belli, più sicuri di noi stessi.Non possiamo accettare che le nostre vite risultino meno originali o meno belle, perciò lo strilliamo forte che siamo migliori.
Lo diciamo a tutti che il nostro partner è il migliore e che noi siamo felici.Ci teniamo ad informare chiunque possibile che le nostre vacanze a Rimini siano state il massimo dello sballo, anche quando abbiamo passato le serate a muovere il nostro culo sudato in una discoteca in cui metteva i dischi Gerry Calà e a sciacquarci le budella con birra annacquata perchè i cocktail costavano 15 euro.
Gli amici cosi’ ci dicono “Che bella vacanza!” e noi siamo contenti.
I corteggiatori ci dicono “Che bella foto!”, (sostituendo a causa di un lapsus momentaneo il termine “foto” con il termine “culo”), e noi siamo contenti.
Gli amanti ci dicono “Ti amo” e noi siamo contenti, anche di fronte alla mercificazione mediatica del sentimento più importante del mondo, avvenuta sotto gli occhi di tutti.
A volte mi trovo a desiderare che fosse tutto come su Chatroulette.Dove nessuno si vergogna di quello che è, perchè può masturbarsi davanti agli occhi di chissà quanti estranei senza doverli per forza convincere ad osservarlo tramite delle pose filosofiche.
Dove gli unici a riservarci delle sorprese sono i transessuali.
Dove il maschio medio può esprimere da subito tramite un foglietto con su scritto in diligente stampatello “Tits or Get the Fuck Out” tutto quello che gli interessa sul tuo conto, senza dover dedurre quanto sei porca partendo da i tuoi “interessi” letterari.